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La cura dei denti è un “lusso” che molti non possono permettersi. I Fondi sanitari diventano così una risorsa essenziale. 

La cura dei denti è uno dei trattamenti sanitari meno graditi, e non solo dai bambini. Tuttavia, se per i più piccoli un po’ di timore è comprensibile, per molti italiani andare dal dentista si scontra con difficoltà di ordine soprattutto economico. La conseguenza è la rinuncia, o se non altro il rinvio di visite e interventi odontoiatrici perché troppo costosi. Con ripercussioni sul benessere e, a ben vedere, anche sullo stesso bilancio finanziario delle famiglie, costrette poi a esborsi più salati per rimediare. A pesare su tale condotta è però anche il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), che garantisce ai cittadini solo un ristretto numero di prestazioni. 

Le cure odontoiatriche fornite dal SSN a tutti 

Il DPCM 12 gennaio 2017 ha rivisto le prestazioni inserite nei cosiddetti “LEA”, i Livelli essenziali di assistenza assicurati dallo Stato a ogni persona, e in ambito odontoiatrico le uniche prestazioni a cui possono accedere tutti i cittadini sono la prima “visita odontoiatrica (anche al fine della diagnosi precoce di patologie neoplastiche del cavo orale” e il “trattamento immediato delle urgenze odontostomatologiche”. 

Le altre prestazioni odontoiatriche del SSN 

Il Decreto del 2017 assicura a due categorie un ventaglio di cure dentali più ampio. Nello specifico prevede “programmi di tutela della salute odontoiatrica nell’età evolutiva (0-14 anni)” e una serie di prestazioni per “determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità”. La prima norma è naturalmente volta anche a educare i giovani e garantire loro uno sviluppo il più possibile sano di bocca, denti e cavo orale; la seconda si rivolge invece a chi si trova in determinate situazioni di difficoltà: 

  • vulnerabilità sanitaria: condizioni di tipo sanitario che rendono indispensabili o necessarie le cure odontoiatriche (per es. malattie a cui sono spesso associati problemi di natura odontoiatrica o che possono aggravarsi a causa di tali problemi); 
  • vulnerabilità sociale: condizioni di svantaggio sociale ed economico. 

I dati sulle cure dentarie in Italia 

Si tratta di uno scenario che senza dubbio “contribuisce” a tenere parte della popolazione a distanza dagli studi dentistici. I dati più recenti a disposizione evidenziano un calo costante della spesa sanitaria odontoiatrica, legato principalmente alla crisi economica degli ultimi anni pre-Covid (Centro Studi ANDI). Anche i dati Istat segnalano che, nonostante nel 2019 un italiano su due abbia usufruito di trattamenti dentistici, le percentuali tra i cittadini in condizioni di povertà scendono molto (tra il 9 e il 14%). Da leggere in quest’ottica anche il ricorso al cosiddetto “turismo sanitario”, e dentale in particolare, che porta diversi italiani a preferire cure all’estero perché più economiche. I due anni di pandemia, infine, hanno ulteriormente aggravato la situazione, aggiungendo paura del contagio, ulteriore impoverimento e limitazioni alla mobilità tra le cause del problema. 

Le prestazioni odontoiatriche del Fondo Metasalute 

Dal quadro esposto risulta evidente quanto sia importante il ruolo svolto dalla sanità integrativa, soprattutto in questo ambito. Grazie alle strutture dentistiche convenzionate, i soci di Metasalute possono accedere a una serie di prestazioni odontoiatriche che il SSN non garantisce: 

  • Cure dentarie 
  • Visita odontoiatrica e igiene orale 
  • Visita pedodontica e/o ablazione tartaro 
  • Sigillatura denti figli minorenni 
  • Interventi chirurgici odontoiatrici 

Ancor prima dei vantaggi in termini di portafoglio, la possibilità di accedere a tali cure consente di tenere sotto controllo la salute dei propri denti, di prevenire complicazioni e di tornare a sorridere, anche se si deve andare dal dentista. 

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